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Un Libero Pensiero contro la "calma piatta" della politica valdostana PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 31 Agosto 2010 15:23

Un Libero Pensiero contro la "calma piatta" della politica valdostana
13/08/2010


AOSTA. «Incontriamoci, parliamo, condividiamo e affrontiamo i problemi», invitava lo showman Beppe Grillo dalle piazze italiane, già nel 2005. Una filosofia di vita, non del tutto nuova, per la verità, ma rispolverata con sapiente arguzia da un personaggio che, in quanto pubblico, ha bucato lo schermo, polarizzando un'attenzione eterogenea. Una novità, rivista e corretta, in questo terzo millennio in cui la storia, comunque, si ripete: attentati, frodi nazionali, disequilibri sociali, ribaltoni politici, guerre.

Questa sollecitazione al ritorno del confronto è parso il vero guizzo innovativo ai promotori dell'Associazione "Libero Pensiero" presieduta da Stefano Ferrero, protagonista in primis dell'ingresso in Valle d'Aosta, un anno e mezzo fa, di questo organismo agganciato, con fune d'acciaio, ai vari "Meetup" (incontri) promossi a livello mondiale on line, ma non solo. In Valle d'Aosta, il "mattatore" del "Meetup 702" (158 iscritti) è Roberto Cognetta che spiega come il "702" sia il come numero progressivo rispetto a quelli esistenti in Italia.

«Abbiamo considerato il panorama politico regionale - dice Giovan Battista De Gattis (foto), vice presidente di "Libero Pensiero" - e ci siamo resi conto della calma piatta che lo distingue. La stessa realtà l'abbiamo verificata tra le forze di opposizione. L'adesione al "Grillo mind" è stata la scelta più logica».

Risvolti politici? De Gattis sgombra il campo dai dubbi: «Siamo Liberi e, quindi, privilegiamo il confronto tra varie ideologie. Purché questo confronto sia supportato da contenuti su cui ragionare per poi poter organizzare iniziative mirate al rispetto delle leggi, innanzitutto. Chiunque può avanzare le sue proposte, che sono la "colonna portante" della nostra attività».

Gli argomenti spaziano a 360 gradi. Dal loro esame scaturisce l'azione. Che percorre i gradini della scala sociale, legale, amministrativa. L'illustrazione pubblica, quindi, il dibattito, la richiesta di risposte. In assenza di quest'ultimo "capitolo" il gruppo operativo dell'associazione, costituito da 30 cittadini, stabilisce l'iter da perseguire. E' il caso del recente problema sottoposto ai mass media: l'insolvenza dell'Usl nell'allestire le prove di evacuazione in ospedale in caso di incendio e la mancanza di climatizzazione in alcuni reparti del Beauregard. «Le risposte del direttore generale non ci hanno soddisfatto - dice De Gattis -. Parliamo di incolumità pubblica e di inosservanza delle specifiche leggi». Il contatto epistolare immediato è con il presidente della Regione, Augusto Rollandin, nella sua qualità di Prefetto. «Aspettiamo un riscontro. In caso contrario arriveremo al ministero dell'Interno», annuncia il vice presidente.

E' palese il desiderio di questo sodalizio di gettare le basi per una società in cui la chiarezza demolisca le ingiustizie, l'inosservanza legale, una burocrazia iniqua. Ma è altrettanto manifesta la loro ansia per garantire un futuro ad una associazione considerata la "domus" di tutti e, per questo, ottimale per un proficuo affabulare. «Stiamo discutendo come rafforzare la nostra capacità di azione in tutti i settori sociali - interviene Roberto Cognetta -. Accordare trenta menti non è così difficile. Lo diventerebbe se qualcuno fosse arroccato su determinate posizioni. Verrebbe meno il nostro "fil rouge". Vale a dire, la condivisione».

"Libero Pensiero", associazione autofinanziata, cerca collaboratori «desiderosi di esternare problemi e aspettative, oltre che sottoporci le loro istanze», dicono i due interlocutori. L'obiettivo? Dare voce a chi, sovente, non ne ha.


Sandra Lucchini

 
I 24 parcheggi negati PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 05 Luglio 2010 18:34

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Luglio 2010 18:43
 
Dossier R.A.V.A. SAINT-BERNARD S.R.L.: "COUP" DE FOUDRE NEL PARCHEGGIO DELL'OSPEDALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 30 Giugno 2010 12:14

Leggi qui il dossier completo

 

 
In uscita il volume di Elio Riccarand sulla storia valdostana dal 1981 al 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Mancini   
Sabato 19 Giugno 2010 13:06

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Esiste in Valle d'Aosta una “storia ufficiale”, quella basata sulla leggenda di una secolare “autonomia valdostana” che affonda le sue radici nella notte del Medioevo.

Il mito del popolo valdostano indomito resistente alle dittature romane ( dai Salassi fino al Fascismo); della virtuosa “petite patrie” in grado di realizzare un modello originale ed efficiente di micro-economia valligiana.

I principali inventori di questa amena leggenda di propaganda micro-nazionalista , un preteso “fil rouge” che unisce i Salassi con Chanoux, sono Lino Colliard e Roberto Nicco.

Poi, aldilà dello sciovinismo autocelebrativo, esiste la “storia vera”.

Qui il mito evapora, i modelli virtuosi rivelano la loro inconsistenza, gli eroi diventano uomini fragili e contradditori e sulla scena irrompe la realtà di una moltitudine di protagonisti mediocri ed opportunisti.

Pochi in Valle d'Aosta raccontano la storia vera, fornendo dati, cifre, riscontri; pochi descrivono con onestà intellettuale quello che è veramente capitato. Negli ultimi decenni le opere di Marco Cuaz, Tullio Omezzoli, Elio Riccarand, Andrea Desandré e, pochi, altri hanno tracciato strade interpretative nuove, hanno delineato un'altra storia della Valle d'Aosta, una storia che non piace al poter costituito, che non è foraggiata dalla Regione, che non vince i premi istituiti dal Palazzo. Anzi una storia che il Potere cerca di ignorare, emarginare.

Il terzo volume della Storia contemporanea di Riccarand, che sarà presentato ad Aosta mercoledì 23 giugno, alle ore 18 presso il Salone delle Conferenze della Biblioteca, promette molto.

Per ora ne conosciamo solo il Sommario e una Scheda riassuntiva, ma già da quelle anticipazione emergono aspetti stimolanti.

L'autore parte dai soldi, dal vile denaro, dall'Ordinamento finanziario del 1981 frutto dell’accordo col PCI del senatore Modica e sembra avere l'ardire di affermare, e voler documentare, che tutto dipende da lì.

Quella normativa apre un ciclo trentennale di enormi disponibilità finanziarie per la più piccola Regione d'Italia, fino a farne la più “ricca” fra le venti Regioni.

Le vicende economiche e politiche del trentennio sono descritte utilizzando la lente di ingrandimento del ruolo di una Regione con un potere, legislativo e finanziario, enorme che , tuttavia, non è in grado di operare per produrre uno sviluppo solido, duraturo e sostenibile, ma che anzi genera numerose anomalie.

Non è un caso che il libro arrivi sino al 2009, sfidando l'attualità. L'autore ha evidentemente voluto arrivare fino alla legge del federalismo fiscale, legge che potrebbe portare alla chiusura del ciclo trentennale oppure ad una sua prosecuzione con limitate modificazioni. Saranno i prossimi mesi a dircelo!

Un testo quindi, che appare originale nella sua impostazione e di estrema attualità, una chiave di lettura fondamentale per capire il passato recente, ma anche il presente. Sicuramente molti lo leggeranno con interesse a partire dalla prossima settimana.

 
EUROTRAVEL : l'ultimo viaggio... PDF Stampa E-mail
Scritto da stefano   
Mercoledì 05 Maggio 2010 14:41

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PROSSIMAMENTE NEI MIGLIORI CINEMA VALDOSTANI


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STORIE “DE NOUTRA TERA”

Proviamo a ridere, ma forse più opportunamente a riflettere dato che nella vicenda di cui si tratta ci sono oltre un centinaio di vittime: i dipendenti Eurotravel, che hanno perso definitivamente il lavoro in un’azienda che si è letteralmente liquefatta.
E pensare che solo nel settembre del 2003 l’imprenditore, forse meglio definirlo il patron di Eurotravel, Anacleto Benin dichiarava, nel corso di un’intervista al quotidiano LA STAMPA, “Lo sviluppo della nostra impresa è avvenuto  mantenendo un profilo discreto e riservato” e per quanto riguarda il trasferimento della sede a Milano precisava ulteriormente “ …in Valle d’Aosta c’è scarsa abitudine a rapportarsi con imprese di grandi dimensioni…noi siamo imprenditori abituati a ottenere risultati. Il problema di questa regione è che si ferma alle chiacchiere da cortile”.

E più di recente, il 1° luglio 2009, rendeva noto che “A breve saremo lieti di comunicarvi importanti e positive notizie sul percorso intrapreso, che ci consentira' al piu' presto di riprendere una normale operativita'”.

A ben vedere i risultati a cui faceva cenno Benin e la meta del percorso si sono ora concretizzati: una sentenza dichiarativa di fallimento del Tribunale di Aosta emessa il 16 marzo scorso nei confronti dell’Eurotravel e dei suoi legali rappresentanti, i fratelli Benin appunto, con un passivo stimato, per difetto, in 125 milioni di euro.
Niente male, non c’è che dire.

Le modalità con cui si è arrivati al fallimento di un’azienda che da 26 anni operava sul mercato nazionale con risultati positivi hanno insospettito la Magistratura di Aosta che ha disposto indagini sulla vicenda ipotizzando il reato di bancarotta fraudolenta  per entrambi i fratelli Benin.
Probabilmente le particolari operazioni di carattere societario effettuate negli ultimi tempi, trasformazioni, accorpamenti, fusioni, una atipica cessione della “gestione” dell’attività all’impresa Iniziative Turistico Alberghiere Club s.r.l. di Milano, hanno insospettito la Procura che ha opportunamente disposto indagini, perquisizioni e altri provvedimenti.

Inutile, allo stato attuale, fare previsioni sull’esito dell’inchiesta e della vicenda nel suo complesso.

Ci sentiamo di augurare un proficuio lavoro ai nostri magistrati.

Di certo rimangono i milioni di euro erogati sotto forma di finanziamento e di contributi dall’Amministrazione regionale valdostana alle società che componevano la galassia dei fratelli Benin, che operava non solo nel settore strettamente legato alla vendita di pacchetti di viaggio ma anche in quello alberghiero e in quello immobiliare. Nessuna interrogazione o interpellanza è stata ancora inoltrata a questo proposito in Consiglio regionale per avere anche le cifre del costo per le casse pubbliche di questo crack e per sapere con quali modalità di valutazione sulla solidità patrimoniale dell'impresa siano stati concessi.

Ciò che possiamo augurarci, vista la repentina caduta dell’impero Eurotravel, è che non ci si trovi di fronte al solito sistema di “scatole cinesi” dietro al quale si nascondono impropri tentativi di ristrutturazione di realtà aziendali traballanti: per essere chiari privatizziamo i profitti e socializziamo le perdite nella migliore tradizione italiana.

In ogni caso possiamo consolarci: Anacleto Benin è consigliere regionale nelle file del P.D.L., “il partito dell’amore”, dal 2008 ed è  componente della IV Commissione permanente – Sviluppo Economico.

Sì, avete capito bene, la commissione permanente SVILUPPO ECONOMICO.

E ciò che maggiormente amareggia è che non si tratti di uno scherzo.

In un Paese civile ora saremmo a parlare delle dimissioni del politico indagato e non del fatto che ricopra ancora la lucrosa carica di consigliere regionale.

 

Stefano Ferrero

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Maggio 2010 18:23
 
L’Union con PDL e Lega per le prossime comunali di Aosta. Peuples flambeaux où peuples allumettes ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Mancini   
Giovedì 08 Aprile 2010 15:38

 

«Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux. Ils sont fait pour éclairer le monde.

En général ce ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu’ils portent en eux la vérité et l’avenir»

Traduzione: «Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per dare luce al mondo. In generale non sono grandi in quanto numerosi. Essi sono grandi perché portano in sé la verità e l’avvenire.”

Questa l’orgogliosa citazione, tratta da un libro di Emile Chanoux, uno dei caduti antifascisti valdostani, iscritta su di una parete del Consiglio regionale della Vda.

Come evidente, la modestia non è dote che attecchisca fra le montagne, e da sempre il micro-nazionalismo etnico della Vda ( 126.000 abitanti, nemmeno un viale di Torino…) porta sé stesso come esempio di autogoverno (con i soldi italiani) da additare al mondo.

La sub-cultura della provincia nordica poi non teme la retorica né i toni roboanti, per cui tutte le scolaresche valdostane hanno avuto i programmi funestati da questi “Peuples flambeaux”, naturalmente titolari di diritti all’autodeterminazione e alla secessione contro lo “Stato centralista.”

Ma in politica la poesia lascia il posto alla prosa: proprio i soldi sono alla base della decisione assunta ieri sera dal Conseil Féderal dell’Union, che si doveva pronunciare sulle alleanze per le future comunali di Aosta, che si terranno il prossimo 23 Maggio.

Svolta storica: dopo 20 anni di alleanza col Centrosinistra ad Aosta, l’Union sceglie di correre con la Casa delle Libertà e con la Lega, che qui è ininfluente tanto da non avere seggi né in Consiglio regionale né in Consiglio comunale.

Infatti il suo spazio politico, i suoi programmi, principi, metodi e contenuti culturali sono espressi dall’Union da oltre 50 anni.

Alcune precisazioni utili al lettore: nelle regione del preteso federalismo, il comune di Aosta non conta niente, tutti poteri sono regionali, ossia rigidamente centralizzati.

Quanto al quadro politico, i partiti nazionali eredi della Dc e del Pci, artefici con la loro dabbenaggine di questo capolavoro di autolesionismo istituzionale e di liberticidio civile che è lo Statuto Speciale, si spartiscono circa il 20% dell'elettorato valdostano.

Sopratutto la Sinistra valdostana fu solerte nell’alimentare le “specialità”:

con la legge Modica del 1981, consegnò stabilmente i 9/10 del riparto fiscale alla Regione autonoma, rendendola scandalosamente privilegiata rispetto al resto della Paese.

In sostanza la Sinistra nelle sue varie articolazioni storiche (Pci-Pds-Ds- Gauche valdotaine e ora PD), a furia di farsi garante e gregaria del localismo accattone dell’Union verso lo Stato , prima si è fatta eliminare dalla storia passata e dalla Resistenza, poi da quella contemporanea, poi dal panorama politico , indi dalle istituzioni. Ha fatto la fine del dottor Frankestein.

Al Pd, cornuto e razziato malgrado una pluridecennale subordinazione “perinde ac cadaver”, resta l’amara consolazione dell’ironia:

il y a des mouvements qui sont comme des allumettes: un petit vent depuis Rome change la direction de leur flamme.”

Traduzione: “ci sono dei movimenti che sono come i fiammiferi: basta un venticello che spiri da Roma e cambia la direzione della loro fiamma”.

Ma ora chi rischia di spegnersi è il Centrosinistra.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Aprile 2010 15:40
 
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