
Il 29 maggio 2012 l’Unione Valdostana ( partito di maggioranza da oltre 50 anni in Valle d’Aosta ) ha reso pubblica la sua idea in merito alla certificazione del dialetto valdostano ( Rosso ed il Nero , http://www.youtube.com/watch?v=ejJgBbmTnnk&feature=player_embedded al minuto 20 e 44 ).
Facendo leva su una legge nazionale che tutela le minoranze linguistiche ( spendendo denaro pubblico italiano ) ha pensato di introdurre nelle scuole valdostane l’insegnamento del dialetto locale. Per il momento in via sperimentale e facoltativa.
Fin qui nulla di nuovo verso la posizione ideologica dell’Union, o meglio di una parte di unionisti che si ostina a far credere ai valdostani che per essere autonomi bisogna parlare patois, difendersi dallo Stato italiano ( lo stesso che finanzia i progetti a tutela delle minoranze linguistiche ) ed arroccarsi il più possibile sul proprio territorio. Una posizione che non sembra trovare neanche tanto riscontro in quella parte di Union che preferiva la visione autonomista dell’On. Corrado Gex.
Ovvero incrementare la cultura locale ( nel rispetto del territorio e del particolarismo montano ) a livelli talmente elevati che l’Europa ed il resto di Italia ci rispettasse non per autorità o privilegio ma per autorevolezza conquistata….anche nella sfera delle lingue. Personalmente ritengo degno di rispetto e tutela il patois come tanti altri dialetti italiani, ma se ad un elemento culturale vogliamo associare anche un pizzico di riflessione politica, credo non sia difficile evidenziare la coincidenza tra l’introduzione a livello scolastico di ciò che già si faceva al di fuori delle istituzioni ( senza diplomi e/o attestati ) e le grandi manovre di propaganda elettorale per le regionali 2013. Fantasia?
Ascoltando le dichiarazioni dell’Assessore Laurent Viérin e del Segretario di ALPE - Certan ogni dubbio può essere tranquillamente fugato. Infatti alla domanda di una cittadina valdostana sulla spendibilità di questo corso formativo facoltativo, l’assessore Laurent Viérin ha risposto prontamente sottolineando che il corso in questione, proprio perché inserito in un percorso scolastico ( sottolineo facoltativo e non imposto ), si concluderà con un attestato. Una sorta di diplomino di patois che avrà il suo giusto riconoscimento in determinati settori lavorativi.
Ora sarebbe interessante capire i numerosi settori lavorativi in cui sapere il patois è cosa di primaria importanza, ma soprattutto conoscere come sarà valutato questo corso facoltativo. “Avrai un punteggio in più ai concorsi pubblici?”, “Se sei un privato, assumerai prima coloro i quali hanno conoscenze certificate di patois?”
Sono nato nel 1978 e sono sempre stato orgoglioso di imparare il francese, lingua insegnata alla pari dell’italiano. Mai nessuno nel mio percorso scolastico mi ha fatto notare che per essere un valdostano competitivo in determinati settori , avrei dovuto imparare anche il patois. Il lavoro in Valle è costituito da due “fabbriche” pubbliche ( AUSL e Regione ) ed una privata la COGNE.
Il resto sta lentamente morendo soffocato dalla crisi economica ( basti pensare che nell’ultimo anno oltre 130 aziende hanno aperto la procedura di fallimento) o soffocato per mano della cattiva politica. Non è che adesso per trovare lavoro in Valle bisognerà avere anche nel curriculum la certificazione del patois oltre che la tessera della Sacra Grolla Unita? Io non riesco a comprendere la portata “culturale” del progetto dell’amministrazione regionale, ma da cittadino europeo….adesso mi sembra veramente che si sia oltrepassato il segno!
Alle prossime elezioni regionali eleggiamo un assessore all’istruzione e cultura che sappia contestualizzare le importanti parole scritte dall’ On. Corrado Gex in occasione del voto di fiducia al terzo Governo Moro:
“….per queste ragioni abbiamo sempre combattuto e combatteremo sempre le tendenze integraliste e totalitarie ( e ci possono essere anche a livello regionale ). Per queste ragioni lotteremo sempre per una politica di comunità per la Valle d’Aosta, pour la Vallée d’Aoste, contro chiunque usi la nostra bandiera per coprire il settarismo e la faziosità, l’ambizione del potere per il potere, l’odio verso i suoi simili, l’incapacità di cogliere il valore di tutti i valdostani, di mobilitare e coordinare le forze per il benessere spirituale e materiale della nostra e delle future generazioni”
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Il nostro portavoce sarà nuovamente ad Aosta il 20 maggio per sostenerci nella campagna per le elezioni regionali. L'appuntamento è in programma alle 20,00 in piazza Chanoux.