I segnali erano già giunti a metà degli anni novanta quando nel resto d'Italia lo sviluppo eccessivo dei centri commerciali e dei supermercati in genere, spesso in aree alle porte dei centri urbani, aveva rappresentato il declino quando non la fine del piccolo commercio, quello definito di vicinato, soprattutto nelle aree di maggior pregio di molte città. In Valle d' Aosta, come spesso accade, il fenomeno si è verificato con un certo ritardo.
E' da oltre una decina di anni che stiamo assistendo alla chiusura costante di piccoli esercizi commerciali, soprattutto del settore alimentare e dell'abbigliamento, e alla contemporanea apertura di nuovi supermercati o grandi magazzini.
Chi ci ha governato ha gravemente sottovalutato il ruolo che il piccolo commercio cittadino riveste dal punto di vista dell'aggregazione sociale, dell'equilibrato assetto urbano e della funzione di attrattiva a livello turistico. Così stiamo assistendo ad una progressiva desertificazione commerciale nel centro storico del capoluogo: sono sempre maggiori i negozi sfitti con la serranda abbassata da mesi che alle volte diventano anni mentre molti esercizi sono in grave difficoltà.
La legislazione regionale sulla grande distribuzione, apparentemente restrittiva, in assenza di controlli seri ha consentito fenomeni di aggiramento della normativa con la complicità delle Amministrazioni comunali spesso interessate solo ad incamerare gli oneri di urbanizzazione ed i successivi tributi derivanti dai capannoni costruiti quando non addirittura coinvolte con alcuni dei propri rappresentanti nei lucrosi affari di costruzione ed insediamento delle nuove attività commerciali.
I due nuovi esempi che minacciano il piccolo commercio riguardano i nuovi supermercati la cui realizzazione è attualmente in previsione nel Comune di Sarre alle porte della città.
Anche in questo caso si tratta di terreni di proprietà di politici in vista: il consigliere regionale Diego Empereur, ex sindaco di Sarre, e l'attuale vice-sindaco del paese Nelly Celesia sulle cui proprietà, guarda caso dovrebbero sorgere, due grandi insediamenti commerciali con l'insegna di colossi della grande distribuzione internazionale.
Non ci sarebbe da stupirsi se, come già verificatosi in passato, si chiudesse un occhio sull'osservanza scrupolosa della normativa interpretandola a favore di chi vende i terreni. E su questo aspetto si concentrerà attualmente la nostra attività di controllo e di denuncia di eventuali procedure poco chiare.
Ed in cambio di questo sviluppo della grande distribuzione il consumatore che vantaggi ha avuto dal punto di vista dei prezzi? Nessun vantaggio o quasi.
La nostra Regione continua a registrare i prezzi al consumo più elevati d'Italia e l'inflazione da noi corre più velocemente che altrove. Una volta spazzata via con una iniziale politica di sconti ed offerte vantaggiose la concorrenza dei piccoli negozi, la grande distribuzione ha fatto, come si dice, “cartello”, mettendosi tacitamente d'accordo sul tenere prezzi più alti.
Nel giugno del 2010 una nostra ricerca con rilevazioni dirette presso i punti vendita del Carrefour di Pollein e quello più vicino di Bollengo vicino ad Ivrea ha confermato ciò che temevamo: i prezzi di oltre il 35% dei prodotti di largo e generale consumo di marche conosciute di un paniere di 25 articoli, non in offerta, nel punto vendita valdostano erano più cari di media del 6% con punte che superavano l'8% rispetto al punto vendita piemontese.
Successivi monitoraggi effettuati nei mesi successivi presso i due supermercati hanno confermato i prezzi più alti in Valle rispetto al Piemonte.
Le rilevazioni presso gli altri grandi magazzini valdostani effettuate nello stesso periodo hanno inoltre evidenziato come non ci fossero differenze di prezzo tra uno e l'altro a dimostrazione della concreta inesistenza di qualsiasi forma di sana libera concorrenza.
C'è da segnalare inoltre un'abitudine sempre più frequente consistente nel pubblicizzare con volantini prodotti in offerta che già solo dopo alcune ore dall'inizio l'inizio della campagna promozionale non sono presenti negli scaffali o peggio nel riportare prezzi che poi non corrispondono all'importo battuto in cassa.
Il grande magazzino non è la cura di tutti i mali come qualcuno ha voluto far credere.
Diversamente in assenza di una doverosa vigilanza sull'equilibrato sviluppo della rete distributiva non ha portato alcun vantaggio al consumatore a livello di convenienza sostanziale negli acquisti ma ha creato monopoli pericolosi.
E' quindi indispensabile che sia rivalutato il ruolo del piccolo commercio nel capoluogo con una serie di interventi di sostegno mirati a favore delle attività esistenti ora in difficoltà ed attraverso una normativa più rigida che impedisca nuove aperture di grandi magazzini.
Solo così si salverà da un destino di declino progressivo il commercio del centro storico di Aosta che ha già visto la scomparsa di molti esercizi storici che rappresentavano un patrimonio culturale e sociale oltre che economico e di tradizione da difendere.
Cittadini e commercianti devono unirsi in una lotta che non è solo per la mera difesa di interessi economici degli uni e degli altri ma deve innanzitutto preservare quel che resta di un tessuto commerciale urbano che svolge una funzione insostituibile per l'esistenza di un tessuto sociale e turistico equilibrato.
Perchè consumatori o commercianti siamo comunque tutti cittadini che hanno diritto a non vedere morire dopo lenta agonia la propria città.
Qui il vademecum per il commerciante
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Articoli più recenti:
- 24/06/2011 13:52 - Hospital 2021 - Odissea nei Lavori
- 06/06/2011 17:14 - L'affare CVA - WGP
- 30/05/2011 16:36 - Cosa sarà – 2
- 27/05/2011 09:15 - Cosa sarà?
- 17/05/2011 13:51 - La fossa della vergogna

Il nostro portavoce sarà nuovamente ad Aosta il 20 maggio per sostenerci nella campagna per le elezioni regionali. L'appuntamento è in programma alle 20,00 in piazza Chanoux.