
Ex direttore della Direzione Regionale del Lavoro, dott. Giancarlo Politano, ha proposto ricorso contro la Regione, presso il Tribunale del Lavoro di Aosta, per tutelare la propria dignità contro accuse di incapacità dirigenziale causate da valutazioni di merito professionale espresse da un ex politico di maggioranza oggi incaricato come Coordinatore regionale.
La Regione rischia pertanto di dover pagare quasi 300.000 euro di danni.
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Operante in uno dei contesti regionali meno incisi dalle ripercussioni della crisi economica e produttiva che interessa l’intero Paese, il Dipartimento politiche del lavoro e della formazione non si limita ad una sostanziale assenza sul piano delle politiche occupazionali e di sviluppo, corroborata dal proprio ruolo – bene assolto attraverso i servizi e le strutture in cui esso si articola - di supporto alle organizzazioni che da anni dominano il mercato valdostano delle formazione e respingendo, nella connivenza delle istituzioni preposte, ogni innesto esterno. Non pago di praticare una politica di salvaguardia delle conoscenze e dei legami consolidati di corrente, di partito o anche solo di interesse economicamente rilevante, piuttosto che praticare un’azione di valorizzazione delle competenze in prospettiva di crescita. Chiuso, in altri termini, ad ogni efficace contatto con l’esterno e prima ancora all’effettiva conoscenza dei fabbisogni del mondo al quale dovrebbe portare i frutti della propria missione di politica sociale e del lavoro è piuttosto succursale dei soliti gruppi di interesse e di pressione. Il Dipartimento si spinge – invocando i numeri della crisi e le limitazioni alle facoltà di spesa – verso il proprio annichilimento, risolvendo decine di rapporti di lavoro (alcuni dei quali in corso da anni con le stesse persone) operanti su posizioni le più disparate e comunque tutte di rilevanza pressoché immediata nel rapporto con l’utenza. Già, quell’utenza alla quale si può ben sottrarre il servizio ad essa diretto, perché comunque poi, nel solito modo surrettizio e melmoso sempre usato, si potrà procedere a chiamare solo chi si vuole e quando si vuole per coprire – purché però ciò avvenga in modo precario, altrimenti non è possibile gestire il mercato dei favori e delle compiacenze – posti momentaneamente disponibili. L’importante é che si possa scegliere chi fare venire, gradito o almeno non sgradito. Certo, è vero che i numeri della crisi hanno lasciato segni e cicatrici profonde. Ma come si fa ad attribuirsi qualche merito – come la Regione fa, anche in pubblica sede di convegno, rispetto ai risultati complessivi del mercato del lavoro indicati come migliori rispetto alla media nazionale (peccato che l’abilità gestionale non c’entri nulla) – quando poi non si fa nulla per mantenere quelle professionalità dei dipendenti a tempo determinato che pure sono state coltivate per anni e che sono costate almeno la formazione data? Molte strutture pubbliche, a costo anche di grandi impegni, lavorano in questa direzione di valorizzazione delle risorse che hanno, che è poi una delle facce della lotta alla precarietà. La Regione invece no, perché deve perpetuare i meccanismi del potere, quello spicciolo, dei favori e delle mafie. Questa è una storia che ha le stesse origini di tante altre: purtroppo lo scenario ed i protagonisti sono sempre gli stessi.
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Preso atto della “dismissione” di 12 dipendenti a tempo determinato e delle dimissioni dell’ennesimo dirigente del dipartimento Politiche del lavoro e della formazione della Presidenza (marzo 2012 Adriana Vierin direttore dell’Agenzia regionale del Lavoro, marzo 2013 Nadia Savoini Consigliera di parità, aprile 2013 Luca Dovigo dirigente dell’ex Agenzia regionale del lavoro oggi Struttura per le politiche della formazione) ci interroghiamo di quali reali politiche stia perseguendo questa struttura regionale.
Per combattere una cosa bisgna conoscerla a fondo. Venerdì sera alle h 21,00 nella sala dell’Hotel des Etats, piazza Chanoux 1, il giornalista Roberto Mancini presenterà il libro: “Dire non dire, i dieci comandamenti della ndrangheta.” Saranno presenti i due autori, il prof Antonio Nicaso e il Dr Nicola Gratteri. Personaggi notissimi, entrambi esperti mondiali del crimine ‘ndranghetista. Ecco un'occasione per approfondire la conoscenza alla luce di quanto sta accadendo qui in VDA. Prtecipiamo numerosi!
Il nostro portavoce sarà nuovamente ad Aosta il 20 maggio per sostenerci nella campagna per le elezioni regionali. L'appuntamento è in programma alle 20,00 in piazza Chanoux.